In questo campo astruso, forse il vertice della esotericità è raggiunto dal termine "Oriental Mixture". Chi ha qualche anno di pipa sulle spalle forse ricorda che questa definizione un tempo troneggiava su molte preziose scatole inglesi. Per un blender inglese "Oriental Mixture" è stato per lunghi anni sinonimo di miscela che ai tradizionali tabacchi coloniali (perciò in primis i virginia americani o di altre zone dell'Impero) aggiungeva i profumi esotici e le qualità di controllo termico dei tabacchi "orientali". Un aggettivo piuttosto vasto che, un po' come sulle vecchie carte dell'Impero Romano, riuniva in un'unica categoria tutto il vasto ed esplorato non-mondo esterno ai confini domestici. In questo caso, "orientale" stava ad indicare tutto ciò che proveniva dall'emisfero turco: balcani, Cipro, Anatolia, Siria, tabacchi potenti o profumati, leggeri o intrisi di fumi grassi come il latakia. Il latakia era una parte non ben distinta di questo tutto, e perciò la "oriental mixture" di un tabaccaio di Bond Street era grosso modo quella combinazione di Virginia di varia provenienza e tabacchi turchi tra cui il latakia. Così tipica delle miscele britanniche di tipo aristocratico (ben altri essendo i tabacchi di uso popolare) da prendere altrove il nome, non meno confusionario, di "miscela inglese".
Oggi quegli stessi miscugli di tabacchi si chiamano con molti nomi diversi, per esempio "english mixture", "latakia mixture" o anche, ancor più recentemente "balkan mixture" (categoria artificiale nata dal marketing un po' acchiappatutto, sovrapposta alle prime due, che assume significati diversi a seconda di chi la usa, e dunque del tutto inutile e confusionaria). Ma non più "Oriental Mixture".
L'Oriental Mixture è diventata un'altra cosa: una miscela ad alto tasso di orientali, generalmente senza o con solo una leggerissima ombra di latakia (che oggi si tratta sempre più come un tabacco distinto dagli orientali generici), mescolati al Virginia. Per quanto alto sia il tasso di orientali, o sia forte sia la caratterizzazione su una singola varietà (oggi siamo diventati più analitici in questo campo) qualsiasi miscela orientale, con rare eccezioni, continua ad avere il Virginia come suo componente principale.
Le Oriental, in accezione moderna, sono miscele di cui in Italia esistono pochissimi esempi, e poco rappresentativi. Anche per questo, per chi di tabacchi conosce poco, continua a essere difficilissimo capire di cosa sappiano questi tabacchi fantomatici dell'Oriente. Una soluzione è quella di assaggiare gli orientali puri che si trovano in due differenti combinazioni sfuse da Dubini, a Chiasso (raccomandabile quella di Poul Olsen). Esisteva in Italia anche la Orient Spezialitat Torben Dansk. Oggi è fuori commercio, e comunque non è una perdita gravissima, visto che il tipo di orientale che conteneva era piuttosto aspro e sigarettoso.
Tutt'altro mondo in termini di gradevolezza e ricchezza cangiante, è quello della miscela di turchi puri in bulk di McClelland. Almeno per chi riesce a mettere le mani su una quota di questo bulk, tanto economico quanto stratosfericamente buono. Dopo averlo fumato in purezza per un periodo, ho deciso di provare a usarlo per una miscela orientale-inversa, ovvero per un mix in cui fosse il Virginia a fare da contrappunto alle volute contorte, esotiche, tostate, di questa incredibile falange di aromi.
Ho pensato a una proporzione di 3/4 orientale e per il quarto di virginia ho messo insieme una squadretta a base dolce, con una piccola dose di McCranie Red Flake usato delinquenzialmente nel mio pastrocchio per dare un po' di "cilindrata" alla squadra di virginia.
Ne è risultato un tabacco che definirei "da meditazione". E come una di quelle bottiglie di marsala cinquantenario che si tengono sul fondo del bar, da sorseggiare non tanto in momenti speciali, quanto in situazioni in cui ci si sente singolarmente ispirati a divagare verso sentieri dell'immaginario particolarmente tortuosi. Ho un paio di Dunhill di misura mediopiccola in cui questa miscela brucia in modo che trovo ideale. Un po' allungate, leggere, lasciano salire le loro volute psichedeliche mentre mi allungo sul divano a occhi socchiusi.
Penso sia un Oriente non meno appagante di quello che avrebbe potuto avvolgerci in una fumeria dell'East Side. Ma quando la brace ha fatto la sua strada e la pipa si fredda, è decisamente più facile venirne fuori.
Toni's Oriental No. 1
- 75% -- McClelland Blended Turkish Ribbon
- 25% -- Virginia Blend (--> 66% Torben Dansk Virginia Mysore 1.6 mm; 17% Golden Glow; 17% McCranie's Red Flake)




