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venerdì 18 novembre 2011

La Bulldog sbagliata

Cavicchi CCC: un grading già molto rispettabile per questa bulldog con gli steroidi, classica nelle proporzioni, ma non nelle dimensioni. Al peso, denuncia 46 grammi.

La Bulldog è una delle più deliziosamente fuorimoda tra le forme inglesi. Non ha nulla di slanciato, elegante, fatto per accompagnarsi alla vita urbana. Al contrario è una pipa da nebbie e da caccia, o (per chi vive vite meno avventurose e ricche di svaghi), quantomeno da tenere tra i denti nel tragitto tra casa e ufficio. Dunhill ne ha dato un'interpretazione definitiva. I danesi ne hanno tratto forme più ispirate ai viaggi spaziali che alla tradizione, forse non molto pratiche e spesso nemmeno molto aggraziate, ma certamente innovative. Claudio Cavicchi, pipemaker di sostanza, l'uomo che produce alcune tra le pipe che fumano meglio al mondo, ha scelto una via diversa: trasformare la piccola bulldog in una pipa grande, ma lasciandola così com'era. Quando l'ho vista sul banco non sono riuscito a resistere a questa interpretazione di cui è difficile cogliere in foto la particolarità e l'ho comprata. Col senno di poi, devo dire che questa idea non è una delle migliori che Cavicchi abbia avuto. Una bulldog grande è una pipa che pesa in bocca in maniera irragionevole. La dimensione che la rende interessante, alla fine, la priva anche del suo vero fascino, quello di essere una pipa minuscola ma con un forte carattere. La bulldog, lontana dalle brughiere e costretta alla poltrona, non è più lei. Insomma, questa pipa grande è stata un tentativo interessante ma non è riuscita una grandissima pipa, benché la qualità della radica sia ottima non meno della qualità della manifattura. Però fuma in modo meraviglioso i suoi sei grammi di Virginia flake (li ho pesati per la prima volta stasera). E questo è il marchio di fabbrica di una Cavicchi, molto più delle sue stampigliature.

 
La nomenclatura
Una bella testa in splendida radica, compatta e sottile. In questo caso con un disegno anche abbastanza dritto.

giovedì 27 ottobre 2011

Una Cavicchi CCC



Claudio Cavicchi non è un designer, non è uno scultore. E' un contadino emiliano appassionato di radica ed è stato campione del mondo di lentofumo.  Le sue pipe generalmente sono capienti, dalle pareti spesse, fatte con la migliore placca di radica ligure che il denaro possa comprare, stagionata nella sua cantina. Il bocchino è acrilico, forato con un bel canale generoso, attraverso cui il fumo passa praticamente da solo. Non sono quasi mai, secondo me, dei modelli di grazia. Ma sono pensate da un uomo che sa fumare la pipa per gente che ha la sua stessa passione.  In sostanza, sono tra le migliori pipe che si possano fumare. Le dimensioni considerevoli ne fanno delle pipe adatte alla classica miscela inglese di virginia, turchi e latakia, meglio se a taglio grosso. I miei amici collezionisti americani le hanno sempre adorate sia nelle versioni più economiche (sgorbiate) che in quelle lisce, più pregiate a seconda del numero di C (da una a cinque, fino alla spaziale "diamante"). Questa ne ha tre ed è una specie di Lovat con gli steroidi che in termini Dunhill sarebbe classificata almeno come gruppo 6.