martedì 11 dicembre 2012

Un'altra magia di Mauro Gilli

La mia vecchia Calabash di schiuma (ne parlo in questo post), con il nuovo bocchino in cumberland "miele" di Mauro Gilli.

L'infelice pipa col suo orrendo bocchino originale. 

Una delle mie idee fisse in campo di pipe è che quasi tutto si capisca dal bocchino. Deve avermela comunicata mia nonna che in altri tempi aveva la stessa idea a proposito di scarpe e di uomini. Diceva che tutto sommato rimpannucciarsi in un cappotto o in una giacca accettabile non era così difficile. Ma se volevi capire con chi avevi a che fare, la cosa da fare era guardargli le scarpe.
Una scarpa decorosa e ragionevolmente pulita ti diceva che avevi a che fare con una persona dignitosa, anche se il vestito non era di sartoria. Una bella scarpa ma sporca e malcurata ti parlava di un abbiente cialtrone. Una scarpa dozzinale ma combinata con un vestito pretenzioso, rivelava che la persona davanti a te cercava di sembrare qualcosa che non era. 

Poi sono arrivate le sneakers e tutto è diventato più difficile.

A molte pipe, invece, continua a succedere così. Te le vedi sotto le luci, in tabaccheria, lucidate e guarnite di cartellini del prezzo di tutto rispetto. Ma un'occhiata al bocchino stampato e "ciucciato" separa immediatamente, inevitabilmente, la pretenziosa pipa senza sostanza da quella che giustifica il suo prezzo con una autentica ricerca di qualità (ho scritto in proposito, in questo post sulle Dunhill ma c'è anche molto altro: balzano alla mente Musicò e Gigliucci).

A patto di avere una pipa dalla testa quantomeno decente, di averci speso una cifra ragionevole e di essere arrivati a buon punto del primo scadente terminale prestampato, possono esserci casi in cui è ragionevole pensare a un nuovo bocchino su misura, fatto a mano con straordinaria abilità e con materiali di qualità, da un artigiano che ha i mezzi e, vorrei dire, la cultura che sono mancati al primo frettoloso assemblatore commerciale. A saper leggere la pipa, se ne possono prevedere gli effetti.

Di pipe così ne ho già parlato qui e qui. Stavolta le cure di Mauro e Simone Gilli sono toccate a una calabash in schiuma di livello accettabile ma come troppe sue consorelle turche, appesa a un bocchino orribile e dozzinale che mi ha sempre impedito di apprezzarla. Stavolta da Gilli ci sono andato di persona (cadendo inevitabilmente nella rete di alcune sue pipe a cui non ho potuto resistere) e ho scelto per la mia schiuma un nuovo cumberland che Simone mi aveva già mostrato per email. E' un colore abbastanza scuro, ma che loro chiamano "miele". Più del verde che avevo in mente, più del blu che ho destinato a due nuove square panel ordinate al momento, il miele mi sembrava fatto per esaltare la mia schiuma e tirarle fuori l'acuto che il vecchio tappo giallo le aveva sempre impedito.

Il risultato è ritratto in alto. Ed è più di quanto osassi sperare. La curvatura aggraziata ed elegante del cumberland esalta la perfezione con cui il bocchino si restringe dall'innesto al dente (che di per sé è un altro capolavoro). I toni screziati del cumberland riprendono i bruni che il culottage ha cominciato a sviluppare. Il brutto anattrocolo è diventato, finalmente, cigno.

La pipa è rimasta una schiuma discreta, senza enormi pretese. Se fosse una persona, sarebbe un uomo vestito di maglione e pantaloni di fustagno. Ma cambiargli le scarpe di similpelle traforate con un paio di Church's cucite a mano, ne ha fatto una persona completamente diversa. Non solo nella percezione, ma anche (almeno secondo mia nonna) nella sostanza.



Impietoso confronto tra i due manufatti: quello di Gilli dalla curvatura perfetta e armoniosa e lo sgraziato becco in plasticaccia gialla che ha guastato la mia schiuma fino ad oggi.

Il dente tipico di Mauro Gilli: commovente nella sua bellezza, ineguagliabile nel confort.

Il classico dente da pipa giocattolo, un po' consunto (ma non certo peggiorato) da qualche anno di uso. 

 
La mia calabash, vista da un altro punto di vista. Per un ritratto con il vecchio bocchino si può vedere questo post





6 commenti:

  1. Prima o poi anch'io farò rifare il bocchino di qualche mia pipa a Gilli. Adesso però non posso. Mi sono appena reso conto di avere urgente bisogno di rinnovare il mio parco scarpe... :-)

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  2. Emanuele Satiro11 dicembre 2012 21:24

    La stessa teoria delle scarpe, me la faceva mia madre già da quando ero ragazzetto. Teoria che applico ancora quando vsdo in giro, applicata anche a quella (mia) della cravatta che prevede il modello, il material, l'abbinamento col vestito, ma anche e soprattutto il nodo e la lunghezza :-)

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  3. Caspita Toni, sei fortunato...
    io ho tre pipe da Gilli, proprio per rifare il bocchino, da 2 mesi... Ho paura che mi tocchi aspettare ancora...
    tillo

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    1. Capita di aspettare. Dipende dal suo carico di lavoro. Anche questa ci ha messo un po' di tempo. Quando vai da lui, sai che non devi avere fretta. Ne vale la pena.

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  4. Corro il rischio di andare un attimo Off Topic, ma sono certo che Tonibaruch qui me lo perdonerà...
    Le pipe da Gilli mi sono state restituite oggi; non trovo le parole per descrivere la fattura di questi bocchini, qualità al top, nei materiali e nella manifattura, roba di altri tempi...
    tillo

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