martedì 13 novembre 2012

Fornelli da flake 1: la pot



Dall'alto: Savinelli Punto Oro "Corallo" 122, Ashton Sovereign XX (1985), Barling (pre transition) EXEL 409



"Con che pipa si fuma, un flake?"
Tra tutte le domande che circolano tra appassionati di pipa, forse nessuna è più pressante di questa.
A torto o a ragione, il flake è considerato una specie di sport estremo. Per chi lo fuma da anni è difficile da comprendere. Ma tornando con la memoria alla prima volta in cui si è vista una di queste minuscole scatole, in cui il tabacco giace compresso, a fette, e all'apparenza del tutto impossibile da accendere e da fumare,  le cose diventano più chiare. Quella del flake è una difficoltà più psicologica che reale. E' la difficoltà del ritorno all'ignoto.
Per anni, abbiamo sfidato le dificoltà del novizio, con pazienza. Ci siamo abituati con fatica e sofferenze a trovare il giusto tocco che serve per  tenere la carica né troppo sciolta, né troppo compressa. E proprio quando, magari, cominciamo per le prime volte a trarre piacere dalla nostra pipa, si spalanca un mondo completamente diverso, che ci fa ripiombare nell'incertezza e nell'ansia.
Tutto quello che avevamo costruito, improvvisamente, non serve più a niente.
E' un po' come quel film, in cui un gruppo di quarantenni scopre di dover ridare l'esame di maturità.

In effetti occorre davvero reimparare. Ma tutto sommato, a patto di astenersi dalle guide filmate e dai manuali che rendono complesso ciò che in realtà non è poi così intricato, ce la si può fare senza troppi danni. E' comunque vero che alcune delle pipe nelle quali ci siamo abituati a fumare tutt'altre forme di tabacco, non sono le più adatte per il flake. Principalmente per una questione di dimensioni.
Il flake occupa meno spazio, brucia più lentamente. A parità di volume si fuma molto più tabacco e si occupa molto più tempo. Dunque, per mantenere costante la pipata, non resta che ridurre il volume della pipa. Il flake vuole pipe  di un gruppo o due più piccole (in unità di misura Dunhill), rispetto a quelle che siamo abituati a fumare. Riducendo il volume, però, aumentano le difficoltà di carica e gestione. Fumare una Dunhill gruppo 1 o 2, con qualunque tabacco, è un po' più difficile che fumare una gruppo 5. Ecco perché una delle pipe migliori, per cariche di taglia ridotta, è la pot.

Con la pot si riduce il volume, ma non (o non troppo) il diametro del camino. Si resta in un terreno conosciuto, riducendo più che altro l'altezza della carica. Che sia questo il motivo, o un'altra delle verità esoteriche che si diffondevano un tempo su alt.smokers.pipes, resta il fatto che la pot è la pipa ideale per cominciare con i flake. Quantomeno lo è stata per me. Se si vuole spalancare un filo la porta della mistica dei Virginia, allora la pot più raccomandabile è quella curva per 1/8. Questo perché si narra che la narice sia un organo essenziale per godere appieno del piacere della nobile foglia. E quindi il filo impercettebile di fumo che sale dal fornello della pot semicurva, raggiungendo il naso, completa un'esperienza che altrimenti resterebbe dimezzata.

Insieme alla forma, è importante scegliere per le prime cariche di virginia la pipa più pulita e più neutra possibile, con la radica di gusto più "chiaro", meglio se curata ad aria. Il virginia ci metterà comunque del tempo ad acclimatarsi, e solo dopo un po' libererà le sue sfumature più sottili (ammesso che nel frattempo si sia imparato a fumarlo). Tra le tre pot raffigurate sopra, da questo punto di vista, c'è un'intrusa. La Ashton, che con i suoi toni cupi forse dovuti alla cura ad olio offre una palette leggermente diversa e forse si adatta meglio ai virginia un po' rafforzati con perique. Tra le inglesi, una vecchia Barling pre-transition è sicuramente il massimo a cui si possa aspirare. Tra le italiane, Amorelli mi ha regalato forse la più deliziosa pipa da flake che possieda (una prince).  Ma ce ne possono essere molte altre, a patto di trovarne una di dimensioni adeguate in questo shape, il che non è particolarmente facile dalle nostre parti (le pot italiane tendono spesso al gigantismo). Occorre un marchio di ispirazione un po' classica, come Savinelli. Che con le Punto Oro Corallo tocca le corde più intime di molti amanti del Virginia.

Occorre tornare un po' sui banchi, per diplomarsi alla scuola del flake. Ma con calma e con la pipa giusta, ne vale sicuramente la pena.

Delle serie di post su come e dove fumare flake fanno parte

Caricare un broken flake 
Fornelli da flake 1: La pot
Fornelli da flake 2: La prince 
Fornelli da flake 3: Dublin, zulu e fornelli conici

23 commenti:

  1. Eccellente articolo,complimenti!
    PS:ecco a che serve una Dunhill gr 1 o 2
    :)

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  2. dunque..fornello da 20 basso,giusto?

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    1. Sì, fornello normale da 18 a 22, ma basso. Questa è la pot.

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  3. Io ho da quando ho imparato a fumare in chimney ho abbandonato la pot per i flake. Trovo che sia il passo successivo in tema di "sport estremi" e, anche per questo, lascia molto più soddisfatti.
    Comunque mi permetto di consigliare, oltre che alla pot, in generale anche le bulldog, che condividono con loro un fornello generalmente basso e svasato.

    Giovanni Z.

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    1. Eh beh certo, la chimney è la chimney... ma è anche la più diffficile. Pensavo di dedicare l'ultima puntata proprio a camini e supercamini. Bulldog e simili saranno penso la seconda puntata. Sono fornelli bassi come la pot ma invece che cilindrici sono conici, il che li rende un pizzico più complicati del punto di partenza: fornello basso e cilindrico

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    2. Allora buon lavoro; aspettando di leggere di bulldog e chimney.

      Giovanni Z.

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    1. Scusa, ho sbagliato a cliccare e ti ho rimosso il commento prima di vedere la foto. Me la rimetti?

      Ad ogni modo la pot è sostanzialmente una billiard con la testa più bassa e più larga. Come vedi nei tre esempi di sopra.

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  5. questa,

    http://www.lepipe.it/ita/scheda.asp?id=4235#

    grazie :)

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  6. ops, era questa

    http://www.lepipe.it/ita/scheda.asp?id=4680

    ma sono molto simili

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    1. No, questa è una Prince (Prince of Wales).
      E'praticamente identica alla mia Amorelli di cui parlo nell'articolo.

      Dal punto di vista funzionale non è lontanissima dalla pot ma la forma è diversa e in genere più piccola. Pipa consigliabile se vuoi fumarci flake, comunque.

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    2. grazie, gentilissimo.

      scrivi benissimo è un piacere leggerti

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  7. non posso far altro che accodarmi ai complimenti per cio' che scrivi e come lo scrivi....non che mi manchi la voglia ma quando leggo il tuo blog sono spinto da un irresistibile voglia di fumare!:-)

    marco

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  8. Caro Antonio, puoi togliermi un dubbio? É meglio utilizzare secondo te una pipa diversa per ogni tabacco? Ti spiego, io ho 5 pipe, di cui 3 le utilizzo per fumare gli aromatici e due (la mia fida brebbia prima e la neo arrivata a giugno mastro Gandolfo) le sto inizializzando con Rattrays e Dunhill 965...ora, posso inizializzare anche le altre 3 o credi debba comprarne altre per poter continuare a fumare non aromatico? Perdona il mio modo di scrivere, spero tu abbia capito ;)
    Grazie mille e buona giornata!!!

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  9. Finché hai 5 pipe io non mi farei tutti questi problemi. Magari ne terrei una solo per le mixtures al latakia, in modo da accorgerti anche se vale la pena differenziare un po'. Se dovessi cominciare a fumare Virginia, sarebbe meglio farlo in una pipa in cui almeno per un po' non fumi altri generi (si può sempre cambiare idea e riconvertire la pipa ad altro). Ma finché fumi aromatici e mixtures, fumali dove ti capita. Piuttosto, secondo me, se fumi poco e hai poche pipe, non aprire troppi tabacchi. Te ne fumi uno o due alla volta, e così minimizzi anche il problema di cosa fumare dove.

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  10. Bene, possiamo ri parlarne quando avrò più pipe allora :D confido anche nell' avvicinamento del natale!! Grazie carissimo come sempre esauriente e gentile!

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  11. Ciao Toni,
    Complimenti per il tuo blog!
    Ti volevo fare una domanda: per fumare flake consiglieresti una dunhill pot gruppo 1? (una 1106 per intenderci)
    La misura del fornello per me sembrerebbe ideale, visto che non "reggo" fumate troppo lunghe, ma ho dei dubbi sulla lunghezza della pipa forse un po troppo ridotta. A salire al gruppo 2 d'altro lato mi sembra di fare un salto abbastanza grande in volume di fornello, almeno per me.

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    1. La pot gruppo 1 è una splendida pipetta da flake. Pipe così piccole sono un po' più difficili se non sei abituato, ma ci si fa la mano. Non preoccuparti assolutamente per la lunghezza, che non significa pressoché nulla, se non dal punto di vista estetico.

      Anche le pot gruppo 2 e 3 vanno benissimo. Sono ancora pipe di dimensioni ridotte usabilissime per i flake (e non solo).

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    2. Grazie per la risposta :)

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  12. Salve,
    nel post parli del gusto della pipa, ora io mi chiedevo se fumandoci dei flake Va/Per o Va/Per con orientali (tipo old london pebblecut) questo può pregiudicare (e se sì quanto) successive fumate di virginia puri.

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    1. In generale, penso che con la pipa sia meglio avere un approccio rilassato. A meno di fare fesserie veramente grosse, raramente ci sono pericoli in agguato.

      Anche una pipa in cui hai fumato latakia tutta la vita (ma intendo veramente tanto, non qualche decina di fumate), prima o poi, se tenuta ben pulita, può diventare una pipa da Virginia. Ci metterà un po', ma poi "spurgherà".

      Quindi certamente fumare VaPer non può pregiudicare nulla. Al limite, ma proprio al limite, potresti sentire ancora un'ombra del vecchio tabacco nelle prime fumate del nuovo, se il virginia nuovo è di quelli superdelicati fatti tutti di mezzi toni.

      Ma VaPer e Virginia sono abbastanza intercambiabili anche in una pipa "dedicata". Più che impazzire a dedicare pipe ad ogni minima variante di miscela, secondo me, vale la pena di fumare lo stesso tabacco un po' di volte di seguito nella stessa pipa. Le prime volte ti accorgerai che ogni volta ci senti qualcosa di nuovo.

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