martedì 15 gennaio 2013

McClelland Blackwoods

Lo splendido melange rosso-nerastro del McClelland Blackwoods


I tempi cambiano. Quando iniziai a fumare la pipa a metà degli anni '80, sul nostro territorio era abbastanza agevole acquistare (come sempre, a caro prezzo) alcuni dei migliori blend di latakia del mondo. Per il fumatore di Virginia, invece, erano tempi abbastanza grami. Grami tra virgolette, perché altre a pochi Virginia da battaglia, si potevano ancora avere un paio di prodotti straordinari che rimarrano per sempre nell'Olimpo. Ma i tempi di Gawith e della notevolissima scelta di flakes e di combinazioni di virginia che si possono oggi acquistare da un buon tabaccaio era ancora molto di là da venire.

Eppure, nemmeno oggi, in un tempo in cui ormai si può avere facilmente quasi tutto, è facile trovare uno stoved virginia sul nostro mercato. Lo stoved è quel virginia, appunto, stufato. Un giorno, in un cottage di tronchi di un qualche territorio americano (mi spiace non poter essere più preciso), qualcuno deve avere scoperto che passando il suo tabacco in un padellone di ferro e abbrustolendolo un po' sulla stufa, il risultato era più dolce, meno aggressivo del virginia di partenza. Era una operazione ben più estrema della cottura al forno che fa alzare a qualcuno il sopracciglio. Ma funzionò.
Oggi di Virginia nerastri se ne trovano un bel po', soprattutto in miscela. Ma quasi mai sono stoved e quasi sempre sono cavendish: un procedimento più complesso ma forse più facilmente industrializzabile che oltre a cottura e pressione, prevede anche l'uso di qualche ingrediente catalizzatore di reazioni chimiche misteriose (l'ingrediente potrebbe anche essere, ed è a lungo stato, del semplice rum).
Io dei cavendish non sono molto appassionato, anche perché in quelli attuali si caccia veramente di tutto.  Alcuni Virginia neri cavendizzati sono anche discreti, come il Black Virginia di Rattray's. Ma il vero stoved può essere ancora meglio, e il Blackwoods ne è la prova.
La linea di cui fa parte fu inventata da un distributore americano, Levin Pipes, che fece produrre da McClelland quasi tutti i tabacchi per cui la Casa è rimasta famosa (mentre il povero Levin è caduto nell'oblio). Generosamente, Levin non si deve essere opposto all'uso degli stessi nomi e delle stesse ricette anche dopo la sua dipartita commerciale. Ed è così che ci rimane lo straordinario patrrimonio di blend di virginia e di orientali che ha fatto di McClelland un mito tanto lontano quanto meritevole di essere scoperto.
Tra questi, il Blackwoods virginia stufato e spadellato misto ai ricchi splendidi Virginia rossi a cui il produttore americano sembra avere accesso illimitato. Il risultato di questa mescolanza già splendida a vedersi è una dolcezza scura, morbida, voluttuosa, che si gode con lo stesso splendido senso di colpa di quando ci si infila in bocca una fetta intera di panpepato. Fumare tabacchi come il Black Virginia di Rattray's può dare una prima idea di dove sia situato il piacere dello stoved. In linea di massima, se la cosa non piace, non vale la pena di destinare ad uno stoved parte della misera franchigia consentita al fumatore errante che attraversa il confine svizzero.
Ma se l'idea comincia a stuzzicare, un altro tabacco come il Blackwoods, qui da noi, non si potrà trovare. E secondo me, invece, vale proprio la pena di trovarlo.






Non accontentandosi di essere un tabacco eccentrico il mio Blackwoods viene da una lattina prodotto una quindicina d'anni fa (o forse più) in esclusiva per Levin Pipes, notevole distributore americano che dopo aver creato e fatto produrre alcuni dei più straordinari tabacchi ancora oggi esistenti,  ha cessato di esistere. La Persenal Reserve serie di Mc Clelland, fortunatamente, continua ad esistere a testimonianzia del gusto e della lungimiranza di Mr. Levin.





6 commenti:

  1. Sempre un piacere leggere 13pipe..
    Intressante!!!,mi ci son tenuto alla larga dal Blackwoods pensando che la cottura lo sbilanciasse verso un gusto "Toscano",sembra il contrario...
    Broken Flake?
    Metto in "Lista Chiasso" insieme al solito N°22.
    Grazie

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    1. Ottimo acquisto. Sì è un broken flake.

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  2. Ma pensa, ne ho appena presa una latta da 50g., ancora chiusa perchè nel frattempo ho "sbracato" un po' e ho aperto troppe latte :-).
    Non vedo l'ora di assaporarlo, grazie per l'esauriente e, come sempre, interessante post

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  3. Ciao Toni non so se hai notato ma nel catalogo dell'epoca c'è anche un Blackwood Extra Flake!!

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    1. Non avevo notato. Purtroppo non l'ho mai assaggiato...

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